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Panini alla Frutta Secca

Dopo la marmellata in bilico sulla ringhiera del terrazzo oggi abbiamo il panino alla frutta secca che invece troneggia sulla fotocopiatrice 😉

Ieri ho preparato la pasta di pane per fare la pizza, ma visto che Matteo per un paio di giorni sarà via ho preferito non utilizzare tutta la pasta a disposizione, ma destinarne un po’ per altri scopi. In realtà poi alla fine è venuta tanta pizza uguale…avrei potuto far più panini, in effetti.

Per darvi l’idea delle dimensioni, ho cotto i panini in uno stampo da 12 muffin, in modo che tenessero meglio la forma, mettendo all’interno di ogni spazio una pallina di pane che occupasse i 2/3 della forma.

Non ho la più pallida idea di quanti ne vengano utilizzando tutta la pasta, io ne ho fatti quattro, credo che a pieno regime ne vengano almeno una quindicina.
Ne ho fatte due versioni: quella con la frutta secca e quelli salati con erbe provenzali e capperi tritati. Visto che l’aggiungere gli ingredienti nella prima fase di lavorazione rende più facile il lavoro (se messa dopo la frutta secca tende a sgusciare via da tutte le parti) meglio separare fin dalle prime mescolate i due impasti.

Ho preferito mantenere la pasta di pane salata e non aggiungere zucchero, mi piace il contrasto tra la dolcezza della frutta ed il sapore salato della mollica.
Per tre panini ho usato due albicocche secche, un cucchiaio di uvetta (fatti entrambi rinvenire in acqua calda per 15 minuti) ed un cucchiaio di pinoli, ma anche noci e fichi secchi ci starebbero bene.
Per rendere la superficie così colorata, e per dare un tono di dolce, ho spennellato la superficie del panino con miele di castagno, allungato leggermente con pochissima acqua per renderlo più scorrevole.

La versione salata prevedeva invece un cucchiaino di trito di capperi e un pizzico di erbe provenzali. Ma che dire di parmigiano e olive nere? peperoni e scamorza? pecorino e menta?
Insomma, la pasta di suo sta insieme da sola, poi si può aggiungere a proprio piacimento quello che più piace!
In questo caso ho sostituito il miele con poco olio e decorato la superficie con pepe nero macinato fresco.

In forno per circa 10 minuti a 250°.

INGREDIENTI per la pasta di pane
500 gr farina 00 o manitoba
300 ml acqua o latte
un cucchiaio di olio
due cucchiaini di sale
una bustina di lievito secco

Amalgamare gli ingredienti, quando l’impasto inizia ad essere sì appiccicaticcio, ma già gestibile, iniziare a lavorarlo a mano sul piano di lavoro infarinato.
Secondo la mia esperienza è meglio aggiungere gli altri ingredienti quando è ancora nella fase dell’appiccicaticcio, in modo che durante la lavorazione vengano ben inglobati nell’impasto.
Lasciar riposare in un posto tiepido, coperto con uno straccio umido, per circa un’ora. Una volta gonfiato, lavorare nuovamente l’impasto, formare i panini e mettere ciascuna pallina di pane nella teglia dei muffin e proseguire la lievitazione per ancora 30 minuti.
Spennellare e cuocere in forno come indicato sopra.

Le Madeleines al cioccolato bianco e …Ninì..

Non penso che l’arte sia propaganda….


Dovrebbe essere qualcosa che libera l’anima…




Favorisce l’immaginazione e incoraggia la gente ad andare avanti…


Keith Haring(1958-1990)



“Pesati alla sera così dopo vai a dormire e non ci pensi più!


Così mi consigliò un amico tanti anni fa anche se tutti sanno che ci si deve pesare al mattini seminudi magari tirando la pancia in dentro…magari serve a qualcosa…..


Io a volte seguo questo consiglio e mi ripeso anche la mattina dopo..e ieri ho deciso che volevo appurare di quanto fosse ingrassato Ninì…


I suoi cosciotti erano eloquenti …sembrava un piccolo boiler che camminava  e soprattutto ha sempre fame…


Mi guarda e va alla ciotola in cui metto i croccantini o  si piazza davanti al frigorifero perché sa che li io conservo la scatoletta dell’umido…..


E neanche sotto tortura confesserei ai miei figli che è aumentato di un chilo..mi accuserebbero che attento alla sua salute…un angelo della morte insomma e che lo avvio ad un suicidio assistito…..


Ma il mio piccolo boiler ha quasi 9 anni …lo posso affamare????





Ed ora parliamo di un attentato alla linea anche se ci si può tentare di limitarsi ad uno o due biscotti per i quali userò un solo aggettivo….


Semplicemente deliziosi….


Le foto di inizio post sono relative all’ultima infornata ( la pigrizia mi ha impedito di acquistare un secondo stampo) ma la cosa interessante è che l’impasto è un avanzo ed il tutto  è stato preparato 24 ore prima dell’utilizzo..


Un’altra ricetta di biscotti di questi tipo la potete trovare qui




Tempo di preparazione: circa 20
Costo: basso 
Difficoltà:*


INGREDIENTI


50 gr di cioccolato bianco
150 gr di farina autolievitante
125 gr di burro
150 gr di zucchero
2 uova grandi a temperatura ambiente
2 cucchiai di latte
la buccia grattugiata di una grossa arancia non trattata


Sbattere le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e con le fruste elettriche….



Frullare il cioccolato bianco e mescolarlo alla farina autolievitante….



Unire ora la buccia grattugiata di una grossa arancia non trattata…..


Mescolare il tutto con cura…





Sempre con le fruste elettriche  mescolare il burro fuso e appena tiepido e il latte…

Per ultima a manciate o con uno spargifarina unire il mix farina cioccolato e buccia d’arancia…



Mescolare il tutto con cura, sigillare con pellicola trasparente e porre in frigo per almeno 3 ore…..


Passato questo tempo riempire con un cucchiaino i vani dello stampo in silicone, senza preoccuparsi più di tanto…in cottura tutto andrà a posto….


Dopo circa 15′ a temperatura ambiente  infornare in forno preriscaldato, ventilato a  180° per circa 8’/10’….


Far raffreddare perfettamente e sformare delicatamente i dolcetti…


E questo è il risultato e dalle foto di inizio post la caratteristica gobbetta è ben visibile!!!

La ricetta è tratta dal sito Ginger & Tomato senza significative modifiche…

Risotto coi bruscandoli

Da me in Veneto oggi è stata una giornata veramente calda, estiva più che primaverile, da manichette corte, anche se devo dire l’aria è ancora fresca. Cmq grazie anche alle belle giornate che ci sono state questa settimana mi sono ritagliata un pò di tempo per andare a bruscandoli.
Il bruscandolo e’ il nome dialettale del germoglio dell’humulus lupulus (luppolo), pianta il cui fiore viene utilizzato per aromatizzare la birra e che vive spontanea nelle zone umide golenali del Po. Nella stagione primaverile alla comparsa dei primi tepori le nostre nonne lo raccoglievano per ravvivare ed arricchire le tavole dopo i rigidi inverni per preparare frittate,risotti e torte salate.
Ecco la ricetta per il risotto:

Ingredienti per 4 persone
400 gr di riso vialone nano
300 gr circa di bruscandoli
100 gr. di burro
1 litro di brodo vegetale
1 cucchiaio di olio di oliva
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
sale
parmigiano grattugiato

Preparazione

Per questo risotto, devi preparare un soffritto con olio, metà del burro, aglio (intero, da togliere prima di aggiungere il riso) e cipolla finemente tritata; quando quest’ultima è imbiondita, aggiungi i bruscandoli, cioè i germogli del luppolo selvatico, dopo averli sminuzzati con un coltello.
Quando questi saranno leggermente appassiti togli l’aglio e versa il riso per la tostatura facendo attenzione a non bruciare la verdura. Procedi quindi, aggiungendo il brodo un po’ alla volta come per qualsiasi altro risotto. Regola di sale e pepe.
Al termine della cottura, incorpora una noce di burro due cucchiai di parmigiano grattuggiato e servi il risotto.
In questo modo puoi realizzare risotti anche con altre erbe che si raccolgono dalle nostre parti: oltre ai bruscandoli (che sono appunto i germogli del luppolo selvatico, che si raccolgono in primavera), puoi raccogliere “Sgrisoli”, detti anche “sciopetini” o silene, le “Sparasèle”, cioè gli asparagi selvatici, le “Ortiche”, di cui si utilizzano solo le 6-8 foglie apicali della pianta giovane.

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