Madeleines con Ricotta e Mandorle

Eravamo rimasti a che oggi vi avrei postato un’altra ricetta per le madeleines, quella che m’è venuta meno bella, ma più buona…eccola, senza foto però.

INGREDIENTI
1 limone
3 uova
120 gr ricotta
150 gr burro
5 cucchiai di latte
150 gr farina
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
150 gr zucchero
40 gr mandorle in polvere

Non ci sono particolari precauzioni nella preparazione dell’impasto, basta seguire le solite procedure, ovvero: burro, zucchero, uova, poi aggiungere ricotta, latte ed in ultimo gli ingredienti secchi (farina, mandorle, lievito).
Lasciar riposare in frigorifero almeno un’ora, poi riempire gli stampi da madeleines. Vale qui lo stesso discorso fatto ieri, ovvero quelle fatte con una pasta più riposata son venute meglio!

Cuocere con il forno a temperatura massima per circa 5 minuti, poi abbassare a 180-200° e proseguire per altrettanti minuti.

Lasciar intiepidire, togliere dagli stampi e mangiare!

Volete qualche anticipazioni su quali altre ricette ci sono su questo libro (tra l’altro questo fine settimana ho intenzione di cimentarmi ancora in qualche variante)?
Tra le dolci…alla crema frangipane, ai fiori d’arancio, spezie e menta, all’arancia confit, al cappuccino, al miele, col cuore di Nutella, con mela, cannella e mandorla…
Tra quelle salate…cipolla e pancetta, chorizo e peperoni,noci e roquefort (qui scatta l’acquolina in bocca!), prosciutto e olive,pomodori secchi, mozzarella e basilico (idem!), albicocche secche e chevre…

Dai, andatelo a comprare anche voi 😉
Lo trovate in libreria, in internet, un po’ dappertutto. Ne vale davvero la pena. Prima però compratevi lo stampo, vedere tutto sto popò di roba e non poterlo preparare per mancanza di mezzi è davvero frustrante.

Tubetti con Cavoletti di Bruxelles, Brie e Mandorle


Uhm, ho scoperto una cosa. I piatti con la cipolla rossa, quando li fotografo vengono orrendi soprattutto quando scatto la foto in casa e non sul balcone (mio o dell’ufficio, a seconda delle esigenze), quel viola della cipolla gli dà una luce innaturale, sono tutto tranne che invitanti.

Quindi cerchiamo di andare oltre all’aspetto in se e per se, limitiamoci al gusto, ottimo.
La storia è sempre quella. Ho comprato una confezione di cavoletti di Bruxelles che poi devo smaltire in varie modalità, pasta o torta salata. Dopo le linguine con curry e caciocavallo, uno strudel con taleggio e noci (se qualcuno lo reclama posto anche quella, di ricetta!) , ho fatto della pasta corta con cavoletti, cipolla, mandorle e brie.

L’abbinamento verdura e frutta secca, nel condimento della pasta, sta diventando sempre più fondamentale nella mia cucina!!

INGREDIENTI per uno
100 gr pasta corta
7-8 cavoletti di Bruxelles
50 gr brie
due fette di cipolle rosse
un cucchiaio di mandorle tritate

Tagliare i cavoletti a metà, togliendo le eventuali foglie esterne appassite o gialline, cuocerli per una decina di minuti in acqua bollente e salata e poi scolare con una schiumarola (in modo da tenere da parte l’acqua di cottura).
Riciclare l’acqua per cuocere la pasta, nel frattempo in una pentola larga far rosolare gli anelli di cipolla con un cucchiaio di olio, aggiungendo poi i cavoletti (meglio se con la parte piatta aderente alla superficie della pentola, così che si colorino). Poco prima di scolare la pasta aggiungere anche le mandorle tritate ed il brie a pezzetti.
Una volta ben scolata la pasta buttarla nella pentola, facendo saltare la pasta qualche secondo a temperatura media, in modo che il formaggio si sciolga e si amalgami bene alla pasta.

Impiattare e servire ben calda. Per conto mio non serve aggiungere altro olio, ma se volete…un goccino di extravergine a crudo non fa male a nessuno…

Light Orange Curd del Cavoletto (senza burro)


Fine settimana all’insegna delle arance…e se vogliamo, anche della tradizione inglese che, non essendo mai stata in Inghilterra, che ne parlo a fare?!? Quindi metto già le mani avanti su tutto!!
La premessa è che ho acquistato il famoso libro di cui parlo qui sotto (con anche consigli su come acquistarlo online a prezzi scontati) ed essendo una collezione di ricettine sfiziose, quelle classiche cose da domenica pomeriggio quando non si ha voglia di preparare un piatto serio, ma più di sperimentare stuzzichini e simili, questo fine settimana c’ho dato dentro.
La prima cosa che ha attirato la mia attenzione è stato l’arancello, che essendo astemia direi è proprio il mio forte…va beh, insomma, per fare quello mi serviva la buccia di quattro-cinque arance e mi domandavo come impiegare poi la frutta pelata.
Sempre nel libro c’era anche la ricetta dell’Orange Curd, parente del forse più conosciuto Lemon Curd, che sempre avrei voluto fare e mai sperimentato. Avendo inoltre appena avuto in regalo da mia mamma ben tre baccelli di vaniglia (che ho scoperto costare, in Svizzera, la metà della metà di quello che costano qui, maledetti! A titolo esemplificativo: confezione da tre baccelli di vaniglia in fialetta per conservarli, in Svizzera 2.30 CHF, in Italia – Esselunga, ieri sera – un baccello 3,89 Euro!!!) mi sono decisa a provare.

Non che io sappia bene cosa siano Lemon e Orange Curd, però li ho trovato spesso per strada, in questi anni di frenetiche consultazioni di libri e ricettari, e quindi anche se non so bene quale sia la loro funzione (base per le torte?) io li ho fatti…e pure mangiati!
Poi ci sono domande tipo: ma quanto si conservano? che non hanno ancora trovato risposta. Spero che qualche lettrice o lettore possa fornirmi qualche informazione in merito.

INGREDIENTI per un vasetto piccolo e qualche cucchiaiata di prova per la cuoca
160 ml spremuta d’arancia
120 gr zucchero semolato
1 cucchiaio raso di maizena
2 uova
semini di vaniglia (un quarto di baccello va benissimo)

Mescolare tutti gli ingredienti: prima uova e zucchero, fino a quando non diventi un composto spumoso, poi aggiungere la maizena, lavorando bene in modo da non formare grumi, ed in ultimo aggiungere il succo di arancia ed il contenuto del bacello di vaniglia (io l’ho riciclato: il contenuto nell’Orange Curd, la buccia nell’arancello in divenire…).
Sarebbe da cuocere a bagnomaria, ma io mi sono stufata velocemente e l’ho cotto pochi minuti a fuoco bassissimo, così come si lavora la crema pasticcera. Per chi teme che impazzisca o che si formino grumi può procedere a bagnomaria, semplicemente riempiendo una pentola più larga di acqua e mettendo la stessa sul fuoco, e mettere la pentola con la crema da cuocere dentro la pentola più grande. In questo modo la pentola con la crema non riceverà il calore direttamente dal fuoco, ma tramite l’acqua bollente. Uff, più facile a farsi che a spiegarsi.

Una volta raggiunta la consistenza desiderata, sul genere come detto di una crema pasticcera, versarla in un barattolo. A me questa dose è bastata per un barattolino Quattro Stagioni piccolo (da 1,25 dl), più un paio di cucchiaini tra quello che m’è finito in bocca e quello che ho messo su tre scones. Di certo non ne son saltati fuori due barattoli, insomma.

Come l’ho trovato? Mah, non l’avevo mai mangiato prima, in realtà, però m’è piaciuto, poi io amo vedere i pallini neri della vaniglia! L’unica cosa è che m’è parso tanto tanto dolce, magari la prossima volta cercherò di diminuire lo zucchero. Inoltre secondo me si sente troppo la maizena, meglio quindi metterne proprio un cucchiaio raso e pazientare di più in fase di cottura.
Bellissimo anche da regalare, o da portare insieme a qualche amenità quando si va a fare una merenda tra amiche.
Anche se, vista la chiccheria, direi di portarlo ad amiche che siano in grado di apprezzare 🙂

A proposito di libri da acquistare online: ne ho comprati ben otto e non vedo l’ora che arrivino! E mi sto attrezzando per comprare gli stampini delle madeleines…un libro intero di ricette a tema e nessuno stampino in cui farle? Bisogna porre rimedio!
Per la cronaca, si tratta di edizioni francesi di una nuova collana (“Variazioni Golose”) pubblicata in Italia dalla Guido Tommasi Editore (che amo). Li ho comprati tramite Amazon.it, sfruttando la spedizione gratuita sopra i 19 Euro abbinata ai prezzi francesi, ovvero 4,90 Euro anziché i canonici 11,50 Euro della libreria (anche se su Amazon sono scontati), ed inoltre avendo accesso a molti più titoli, visto che finora qui ne sono stati tradotti solo cinque titoli. Qui ulteriori informazioni.

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