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Spaghetti con salsa al pomodoro, basilico e polpette saporite

Impossibile che non l’abbiate mai vista….probabilmente nell’immaginario collettivo d’oltremare rappresenta una delle versioni di pasta da noi partenopei più consumata (a parte l’amatriciana, la puttanesca e la carbonara è ovvio)..peccato che non siamo in realtà proprio soliti mettere le polpettine nella salsa della pasta..men che meno tutti i giorni! 
Mi è capitato spesso di vedere, soprattutto in tv, preparazioni come questa, essere spacciate come il piatto di pasta all’italiana per eccellenza..ah con le polpettine quadruplicate però…che cattivo gusto..
In realtà per noi non è consuetudine..se non per la lasagna condita alla napoletana che vede le polpettine assolute protagoniste…anche Lilly e il Vagabondo ne consumavano amorevolmente una porzione a lume di candela, il tutto rigorosamente accompagnato da serenata con mandolino, tovaglia a quadrettoni…
Ammetto che mi ha ispirato il lato estetico un po’ vintage di questa pasta..così express, da trattoria, ma al contempo gustosa e di sicuro effetto!
Il discorso poi è sempre lo stesso…preparate un’ottima salsa al pomodoro..e il gioco è fatto! Per quanto riguarda le polpette ho mischiato 200 g di macinato di manzo e 200g di macinato di polpa di maiale 2 uova, sale, un pizzico di paprika e una manciata di prezzemolo tritato, il tutto amalgamato con del pane grattugiato sino a che non vi rendete conto che il tutto ha raggiunto una consistenza ideale per formare le polpettine.
Ripassatele nel pangrattato una volta formate e quindi fatele rosolare in poco olio d’oliva..scolate su di un foglio di carta assorbente e aggiungete per ultime alla pasta, completando il tutto con una spolverata di prezzemolo tritato.
Spero vi piaccia!

Menù artistico – replica del 3 settembre

In replica oggi 3 settembre il Menù artistico:

  • Sandwich con cime di rapa
  • Mini farfalle con la zucca
  • Polpettine in foglia di limone
  • Rose del deserto
  • Tigelle

Leggi la recensione della puntata e guarda il video intero.

Risotto coi bruscandoli

Da me in Veneto oggi è stata una giornata veramente calda, estiva più che primaverile, da manichette corte, anche se devo dire l’aria è ancora fresca. Cmq grazie anche alle belle giornate che ci sono state questa settimana mi sono ritagliata un pò di tempo per andare a bruscandoli.
Il bruscandolo e’ il nome dialettale del germoglio dell’humulus lupulus (luppolo), pianta il cui fiore viene utilizzato per aromatizzare la birra e che vive spontanea nelle zone umide golenali del Po. Nella stagione primaverile alla comparsa dei primi tepori le nostre nonne lo raccoglievano per ravvivare ed arricchire le tavole dopo i rigidi inverni per preparare frittate,risotti e torte salate.
Ecco la ricetta per il risotto:

Ingredienti per 4 persone
400 gr di riso vialone nano
300 gr circa di bruscandoli
100 gr. di burro
1 litro di brodo vegetale
1 cucchiaio di olio di oliva
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
sale
parmigiano grattugiato

Preparazione

Per questo risotto, devi preparare un soffritto con olio, metà del burro, aglio (intero, da togliere prima di aggiungere il riso) e cipolla finemente tritata; quando quest’ultima è imbiondita, aggiungi i bruscandoli, cioè i germogli del luppolo selvatico, dopo averli sminuzzati con un coltello.
Quando questi saranno leggermente appassiti togli l’aglio e versa il riso per la tostatura facendo attenzione a non bruciare la verdura. Procedi quindi, aggiungendo il brodo un po’ alla volta come per qualsiasi altro risotto. Regola di sale e pepe.
Al termine della cottura, incorpora una noce di burro due cucchiai di parmigiano grattuggiato e servi il risotto.
In questo modo puoi realizzare risotti anche con altre erbe che si raccolgono dalle nostre parti: oltre ai bruscandoli (che sono appunto i germogli del luppolo selvatico, che si raccolgono in primavera), puoi raccogliere “Sgrisoli”, detti anche “sciopetini” o silene, le “Sparasèle”, cioè gli asparagi selvatici, le “Ortiche”, di cui si utilizzano solo le 6-8 foglie apicali della pianta giovane.