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Stella di Natale

Ecco come preparare un dolce di Natale molto scenografico ripieno di una gustosissima farcia ai frutti di bosco con la ricetta della Stella di Natale di Benedetta Parodi.

Puntata I Menu di Benedetta: 12 dicembre 2011 (Menu Dolci di Natale)
Tempo preparazione e cottura:  1 ora ca.

Ingredienti Stella di Natale per 6 persone:

  • 2 rotoli di pasta sfoglia
  • 1 tuorlo
  • latte qb
  • confettini argentati
  • zucchero qb
  • 300 ml di panna
  • 50 gr di zucchero a velo
  • frutti di bosco qb
  • 1 albume

Procedimento ricetta Stella di Natale di Benedetta Parodi

  1. Ritagliare due stelle identiche dai due rotoli di sfoglia, aiutandosi con una stella di carta.
  2. Sbattere un tuorlo con un po di latte e spennellare il composto su una delle due stelle.
  3. Bucherellare la stessa stella e cospargerla con confettini e zucchero.
  4. Cuocere in forno le due stelle (e a parte i ritagli) in forno a 180 gradi per 20 minuti.
  5. Montare la panna con lo zucchero.
  6. Tagliare le fragole e mescolarle con more, lamponi e zucchero.
  7. Aggiungere la panna ai frutti.
  8. Passare i ribes nel bianco dell’uovo e nello zucchero.
  9. Farcire la stella bianca con il composto di panna e frutti.
  10. Chiudere con la stella decorata e rifinire con i ritagli di sfoglia sbriciolati sui lati della farcia.
  11. Decorare con i ribes brinati

Video della Ricetta

Vellutata di rapa rossa con fritturina di zenzero in julienne

Ok, vi do il permesso. Prendetemi in giro. Sapete che non avevo mai assaggiato la rapa rossa, prima d’oggi?
Qualche giorno fa è cominciata la caccia all’intervista. Bersaglio? mio suocero (noto chef di famiglia) .
Che sapore ha?? ma è davvero tanto dolce? sa di terra? Insomma dopo mini brain storming (relativo al possibile abbinamento) ho pensato che avrei dovuto assaggiare un pezzetto per forza prima di mettermi all’opera.
L’impatto è avvenuto alle 13:02. Oh ma è deliziosa!
Premetto che ho acquistato quella già cotta (la vendono in confezione sottovuoto) e più che altro l’ho fatto per levarmi la curiosità di sapere che sapore avesse. E per abbinarci qualcosa, altrimenti che cucino a fare?
Ho pensato da subito che avendo davanti un alimento dal sapore dolciastro e dal gusto pieno, terroso e rotondo mi occorreva qualcosa che ne smorzasse quel lato , ma che allo stesso tempo potesse esaltarlo.
Qualcosa sussurrava al mio orecchio che ciò di cui avevo bisogno avrebbe dovuto avere i toni dell’acidulo e del salino.
E fu così che masticai rapa e zenzero , per sapere che si poteva fare insomma! Ok ok, erano crudi e com’è ovvio, molto spesso, accade che in questa situazione il gusto dell’uno prevarica l’altro.
Ma una volta modificati con la cottura…mi mancava solo una cosa. 
In tutto quel marasma di morbidezze e voluttuosità avrei voluto metterci qualcosa di croccante che stimolasse anche la mascella e non solo il palato..;)
Una julienne sottilissima di zenzero leggermente impanata in poca, pochissima farina, e fritta per una manciata scarsa di minuti in olio d’oliva. Stesso trattamento per la rapa, tagliata sottile, impanata e fritta.
E quale trattamento migliore per loro se non una spolverata di sale di Maldon?
Ammetto che dapprincipio ero un poco scettica. Anche perché, diciamolo, non sono gusti ai quali siamo abituati quotidianamente..ma da oggi , nutro davvero un profondo rispetto per la rapa rossa, barbabietola o carota rossa che dir si voglia. Chapeau anche allo zenzero, che, in questo caso, è davvero stato in grado di emozionarmi le narici.
Insomma un piatto gustoso e caldo per il cuore, da assaporare prima col naso.
Vi passo la ricetta della vellutata.
Vellutata di rapa rossa con fritturina di zenzero in julienne
(una ricetta di mia invenzione)

2 rape rosse precotte
500 g di acqua
100 g di latte intero freschissimo
1 patata grande
1 cipollotto fresco
1 cucchiaio di aceto balsamico
1 cucchiaio di panna liquida
olio extravergine d’oliva
sale q.b.
1 cucchiaino di cumino in polvere
Ho eseguito la ricetta con il Bimby, ma potete eseguire le stesse fasi comunque.
Ho messo nel boccale il cipollotto e l’ho tritato 7 sec.Vel.7.
Ho raccolto la cipolla sul fondo e ho aggiunto 25 g di olio d’oliva e fatto soffriggere 3 min.100°Vel 1.
Ho aggiunto quindi la patata e le rape e tritato il tutto per 10sec. Vel 8.
Incorporiamo l’acqua, il latte, il sale e l’aceto balsamico e facciamo cuocere per 30 minuti 100°Vel.4.
Quando sarà trascorso metà del tempo sopraindicato aggiungiamo il cumino e aggiustiamo di sale.
Uniamo per ultimo il cucchiaio di panna fresca (che volendo può essere facoltativo).
La vellutata è a questo punto pronta.
Anzichè aggiungere il filo di olio a crudo ho preparato un’emulsione di olio d’oliva e qualche goccia di aceto balsamico.
Completate il piatto con la fritturina di zenzero e le chips di rapa rossa.

Risotto coi bruscandoli

Da me in Veneto oggi è stata una giornata veramente calda, estiva più che primaverile, da manichette corte, anche se devo dire l’aria è ancora fresca. Cmq grazie anche alle belle giornate che ci sono state questa settimana mi sono ritagliata un pò di tempo per andare a bruscandoli.
Il bruscandolo e’ il nome dialettale del germoglio dell’humulus lupulus (luppolo), pianta il cui fiore viene utilizzato per aromatizzare la birra e che vive spontanea nelle zone umide golenali del Po. Nella stagione primaverile alla comparsa dei primi tepori le nostre nonne lo raccoglievano per ravvivare ed arricchire le tavole dopo i rigidi inverni per preparare frittate,risotti e torte salate.
Ecco la ricetta per il risotto:

Ingredienti per 4 persone
400 gr di riso vialone nano
300 gr circa di bruscandoli
100 gr. di burro
1 litro di brodo vegetale
1 cucchiaio di olio di oliva
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
sale
parmigiano grattugiato

Preparazione

Per questo risotto, devi preparare un soffritto con olio, metà del burro, aglio (intero, da togliere prima di aggiungere il riso) e cipolla finemente tritata; quando quest’ultima è imbiondita, aggiungi i bruscandoli, cioè i germogli del luppolo selvatico, dopo averli sminuzzati con un coltello.
Quando questi saranno leggermente appassiti togli l’aglio e versa il riso per la tostatura facendo attenzione a non bruciare la verdura. Procedi quindi, aggiungendo il brodo un po’ alla volta come per qualsiasi altro risotto. Regola di sale e pepe.
Al termine della cottura, incorpora una noce di burro due cucchiai di parmigiano grattuggiato e servi il risotto.
In questo modo puoi realizzare risotti anche con altre erbe che si raccolgono dalle nostre parti: oltre ai bruscandoli (che sono appunto i germogli del luppolo selvatico, che si raccolgono in primavera), puoi raccogliere “Sgrisoli”, detti anche “sciopetini” o silene, le “Sparasèle”, cioè gli asparagi selvatici, le “Ortiche”, di cui si utilizzano solo le 6-8 foglie apicali della pianta giovane.