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Purea di fave

Alla zampa di ogni uccello che vola…




E’ legato il filo dell’infinito…


Victor Hugo (1802-1885)



Sono passati veramente tanti anni ma ricordo ancora la nonna della comare Lina, figlioccia di mia madre, seduta dentro al trullo o all’ombra di un albero nettare le fave…


Prendeva delle piccole manciate  da una ” capesodda” ( piccolo contenitore di terracotta smalta)   e le sbucciavano per ore…


Allora c’era l’abitudine presso le famiglie contadine del mio paese ospitare a turno per  tre mesi  genitori anziani…


Tre mesi da un figlio, tre da un altro, a rotazione…. penso che perdessero un  po’ della loro identità cambiando casa ed abitudini…ma il vantaggio era rappresentato dal fatto che venivano accuditi…in cambio si rendevano utili in qualche modo….


Quante fave avrà sbucciato quella nonna?


Una quantità sterminata visto che i legumi, fave ceci, lenticchie rappresentavano il pasto forte di ogni giorno o quasi ..




E le fave in particolare erano sbucciate sia per intero, sia levando loro solo “u nasiedd” cioè la parte superiore lasciando la buccia..


Queste ultime venivano ammollate come si fa per tutti i legumi e cucinate con la cipolla.


Ne veniva fiori una minestra scura e saporita..


Le altre veniva cotte come spiegherò tra poco e ridotte in purea…


Non era un cibo travolgente, almeno per me, ma in campagna avevano l’accortezza di accompagnarli con contorni veramente saporiti: peperoni verdi fritti, peperoni al sugo , verdure fresche come la catalogna ” a  ciuquere” che veniva mangiata, sempre cruda come accompagnamento alla pasta al sugo….


Le verdure erano sempre presenti sulla tavola, solo bollite e condite con un filo d’olio ricavato dalle loro olive…


Basta con i ricordi..ecco la ricetta .


Un’ultima annotazione: le fave che si vedono qui sotto sono le uniche che ho trovato al super…le nostre in vece erano molto più grandi e di un bel colore dorato..


Tempo di preparazione: 12 ore di ammollo e 45′ di cottura in pentola a pressione ( tutte indicazioni provengono da  mia madre che le prepara ancora qualche volta)
Costo: basso
Difficoltà:*


INGREDIENTI per due persone


160 gr di fave secche
1 grossa patata
poco bicarbonato ( per l’ammollo)
Sale, pepe Tec-Al
verdure di accompagnamento : broccoli, peperoni verdi e rossi al sugo


Porre a mollo le fave la sera prima in acqua tiepida con un pizzico di bicarbonato e uno di sale….

Passato questo tempo sciacquarle per bene, unire una patata ridotta in dadolata e porle a cuocere in una pentola a pressione …..

Aggiungere acqua fredda…..


Come si vede qui sotto non deve essere più di un dito oltre le fave..


Tempo di cottura : 45′ a partire dal sibilo, avendo cura di ridurre la fiamma al minimo…

Passato questo tempo scolare patate e fave con cura….



Con un cucchiaio di legno rimestare con energia  fino ad ottenere un composto omogeneo simile ad una purea, incorporando a filo qualche cucchiaio di olio estravergine di oliva….



Nella foto di apertura post ho usato come contorno dei broccoli lessati perché in quel momento non avevo altre verdure a disposizione  ma, come ho detto in precedenza, peperoni verdi fritti o rossi e gialli al sugo sono un ottimo accompagnamento  e rendono questo piatto veramente completo…

Sarde a Beccafico

Un aperitovo-antipasto molto sfizioso che può essere servito anche come secondo e tipico della cucina siciliana: le sarde a beccafico, preparati da Benedetta Parodi con una panatura-farcitura dolce e molto golosa. Ecco la ricetta.

Puntata I Menu di Benedetta: 6 ottobre 2011 (Menu Siciliano)
Tempo preparazione e cottura:  25 min. ca.

Ingredienti Sarde a Beccafico per 4 persone:

  • 4-5 cucchiai di pangrattato
  • 1 cucchiaio di pasta d’acciughe
  • 1 manciata di uvette
  • 1 manciata di pinoli
  • prezzemolo tritato
  • sale
  • 3-4 cucchiai di grana
  • 8 sarde pulite e deliscate
  • alloro
  • olio

Procedimento ricetta Sarde a Beccafico di Benedetta Parodi

  1. Rosolare il pangrattato in padella con un po di olio
  2. Aggiungere la pasta d’acciughe, l’uvetta, i pinoli e il prezzemolo.
  3. Salare e continuare a rosolare finchè non scurisce.
  4. Stendere su un tagliere i filetti di sarde e riempirli di panatura
  5. Arrotolare i filetti e disporli su una teglia unta d’olio
  6. Aggiungere l’alloro e spolverizzare con la panatura avanzata
  7. Versare un ultimo filo d’olio prima di infornare a 180 gradi.
  8. Cuocere per 10-15 minuti

Pasta all’Anciova

Teresa Mannino dimostra di cavarsela bene anche tra i fornelli in situazione di emergenza, preparando nella cucina di Benedetta Parodi una pasta all’anciova, piatto siciliano cucinato con pochi ingredienti: pasta, concentrato di pomodoro, pangrattato e acciughe.

Puntata I Menu di Benedetta: 19 settembre 2012 (Menu Cena Improvvisata)
Tempo preparazione e cottura:  15 min. ca.

Ingredienti Pasta all’Anciova per 4 persone:

  • 250 gr di spaghetti
  • sale
  • 1/2 cipolla
  • olio
  • concentrato di pomodoro qb
  • pangrattato qb
  • acqua qb
  • acciughe qb

Procedimento ricetta Pasta all’Anciova di Benedetta Parodi

  1. Mettere la pasta a lessare in acqua bollente.
  2. Tritare la cipolla e appassirla in abbondante olio.
  3. Unire il concentrato di pomodoro e poca acqua alla cipolla.
  4. In un’altra padella tostare il pangrattato con un goccio d’olio.
  5. Aggiungere le acciughe al sugo, facendole sciogliere un po’.
  6. Scolare la pasta al dente e saltarla sul fuoco con il sugo.
  7. Impiattare e completare con il pangrattato.