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Menu Cinematografico – 13 ottobre

Con il simpaticissimo Enrico Brignano, ospite di I Menu di Benedetta nella puntata di oggi, Benedetta Parodi ci propone un menu a tema molto particolare: il Menu Cinematografico, una raccolta di piatti e ricette ispirate da quelle viste sul grande schermo.

Direttamente dalla serie Trinità con Terence Hill ecco un piatto western: salsicce e fagioli. Con l’ospite di oggi invece Benedetta cucina il primo, gli spaghetti con le polpette ispirati da Lilly e il Vagabondo. Poi avanti con Pomodori verdi fritti, tanto per cominciare il pranzo con un antipasto che, già dal nome, ricorda un famoso film. Per finire il dolce, la creme brulee di Amelie. Per tutti i bambini invece ecco la Burrobirra di Harry Potter. Siete pronti per ripetere queste ricette in casa vostra?

il Menù di Benedetta del 13 ottobre 2011

(clicca sui link per vedere le ricette)

Antipasto: Pomodori verdi fritti
Primo: Spaghetti con polpette
Secondo: Salsicce e fagioli
Dolce: Creme Brulee
Per i bambini: Burrobirra di Harry Potter – ricetta online a breve

Involtini di Pesce Spada e Scamorza

Ecco un secondo piatto molto gustoso preparato oggi da Benedetta Parodi: si tratta di involtini di pesce spada con un cuore di scamorza davvero molto filante ed invitante. Per prepararli bastano pochi minuti ed ingredienti semplici. Ecco la ricetta.

Puntata I Menu di Benedetta: 21 ottobre 2011 (Menu Cremoso e Filante)
Tempo preparazione e cottura:  15 min ca.

Ingredienti Involtini di Pesce Spada e Scamorza per 4 persone:

  • 300-350 gr di pesce spada
  • 100-150 gr di scamorza affumicata
  • olio
  • pangrattato qb
  • 6 foglie di alloro
  • sale

Procedimento ricetta Involtini di Pesce Spada e Scamorza di Benedetta Parodi

  1. Tagliare a metà le fettine di pesce spada.
  2. Tagliare a dadini la scamorza affumicata.
  3. Farcire gli involtini arrotolando il pesce spada attorno al cubetto di scamorza e chiudendo con lo stecchino.
  4. Irrorare gli involtini con l’olio e spolverizzarli col pangrattato.
  5. Mettere in una padella a scaldare un filo d’olio e cuocervi gli involtini assieme a qualche foglia di alloro molto velocemente.
  6. Salare leggermente e servire caldi

Risotto coi bruscandoli

Da me in Veneto oggi è stata una giornata veramente calda, estiva più che primaverile, da manichette corte, anche se devo dire l’aria è ancora fresca. Cmq grazie anche alle belle giornate che ci sono state questa settimana mi sono ritagliata un pò di tempo per andare a bruscandoli.
Il bruscandolo e’ il nome dialettale del germoglio dell’humulus lupulus (luppolo), pianta il cui fiore viene utilizzato per aromatizzare la birra e che vive spontanea nelle zone umide golenali del Po. Nella stagione primaverile alla comparsa dei primi tepori le nostre nonne lo raccoglievano per ravvivare ed arricchire le tavole dopo i rigidi inverni per preparare frittate,risotti e torte salate.
Ecco la ricetta per il risotto:

Ingredienti per 4 persone
400 gr di riso vialone nano
300 gr circa di bruscandoli
100 gr. di burro
1 litro di brodo vegetale
1 cucchiaio di olio di oliva
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
sale
parmigiano grattugiato

Preparazione

Per questo risotto, devi preparare un soffritto con olio, metà del burro, aglio (intero, da togliere prima di aggiungere il riso) e cipolla finemente tritata; quando quest’ultima è imbiondita, aggiungi i bruscandoli, cioè i germogli del luppolo selvatico, dopo averli sminuzzati con un coltello.
Quando questi saranno leggermente appassiti togli l’aglio e versa il riso per la tostatura facendo attenzione a non bruciare la verdura. Procedi quindi, aggiungendo il brodo un po’ alla volta come per qualsiasi altro risotto. Regola di sale e pepe.
Al termine della cottura, incorpora una noce di burro due cucchiai di parmigiano grattuggiato e servi il risotto.
In questo modo puoi realizzare risotti anche con altre erbe che si raccolgono dalle nostre parti: oltre ai bruscandoli (che sono appunto i germogli del luppolo selvatico, che si raccolgono in primavera), puoi raccogliere “Sgrisoli”, detti anche “sciopetini” o silene, le “Sparasèle”, cioè gli asparagi selvatici, le “Ortiche”, di cui si utilizzano solo le 6-8 foglie apicali della pianta giovane.