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Può un enologo 26enne non amare il vino ed i piaceri che la vita offre?

La risposta nel mio caso è ovviamente negativa.
Amo assaggiare vini, di qualsiasi  regione, paese o continente. La curiosità mi ha spinto ad intraprendere dapprima l’università di viticoltura ed enologia, per capire dove e come nasce il vino. In seguito, il mio interesse si è indirizzato verso il marketing e il mercato, ed infatti ora lavoro per un’azienda che il vino, oltre a saperlo fare, lo sa anche vendere molto bene.
A presentazione fatta, vi devo comunicare che comunque, a mio avviso, il vino va bevuto o contemplato in compagnia, ed infatti sono ormai svariati anni che condivido la mia vita con colei che ha creato questo blog, anche se, ad essere sinceri, io sono da sempre il suo motivatore. Durante questi anni ho raccolto nell’archivio della mia memoria (e in cumuli di scartoffie) note relative a degustazioni, memorie enogastronomiche  o anche solo semplici momenti di convivialità con la sensazione di poterli rivivere una seconda volta… Condividendoli.

Qual’è la secondo voi la ricetta ideale per una cena?

Per me gli ingredienti basilari sono:
 
1.Vino,
2.Cibo di qualità,
3.Amici (attenzione: munirsi adeguatamente dell’ingrediente numero1 se anche i vostri sono come i miei…)
4.Chi cucina (io fortunatamente ho Valentina e mi faccio vanto di essere il tester ufficiale dei suoi piatti)

La cena è da sempre lo sfondo ideale di mille aneddoti, in particolare i miei, oltre che la location perfetta per l’incontro di vini memorabili che non mancherò di raccontare, proprio come un’artista che racchiude le sue sensazioni in una tela per un desiderio innato di esternarle.

…Ora chiudo il computer ed inizierò a pensare a quella che domani sarà la mia prima enoavventura nel wineblogging!

Stay tuned!

Giovanni

Too much chocolate!!!

L’amore vero è così: non ha nessuno scopo e nessuna ragione…

E non si sottomette a nessun potere fuorché alla grazia umana…
Elsa Morante ( 1912-1985)

Giusto ieri ricorreva il 100° anniversario della nascita di Elsa Morante, scrittrice, poetessa e grandissima traduttrice di grandissimo spessore tra le figure italiane più rappresentative del dopoguerra che ha legato il suo nome ad opere importantissime come “La Storia” e “L’isola di Arturo”…

Fu legata sentimentalmente ad Alberto Moravia in una storia d’amore tra le più travagliate e romanzate di sempre, che sposò nel 1941, e fu una grande amica di Pier Paolo Pasolini che la stimava grandemente…
Celebre fu una sua definizione di Benito Mussolini la quale è stata ripresa tra il 2010 e il 2012 da molte testate giornalistiche e parecchi detrattori dell’allora capo del Governo onde rilevarne le deprecabili analogie.
Eco qui riportata detta definizione:
 ”Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare“. 

Propongo oggi questa ricetta la cui definizione è azzeccata in  pieno, è un dolce denso di sapore e facile da preparare ..magari al mattino presto quando, come oggi , la temperatura è ancora accettabile e un venticello fresco inganna circa il caldo insopportabile che caratterizzerà questa giornata di agosto inoltrato…

Tempo di preparazione: circa 35′
Costo: medio
Difficoltà:*
INGREDIENTI
1 confezione di miscela per torte
30 gr di cacao amaro
1 busta per preparato per budino al cioccolato San Martino
200 gr di panna acida ( si prepara con l’aggiunta del succo di 1/2 limone)
140 gr olio di semi
4 uova
125 gr di acqua calda
140 gr di gocce di cioccolato
1 confezione di glassa pronta al cacao

Per prima cosa prepariamo la panna acida: basta mescolarla con il succo di 1/2 limone e lasciarla riposare per circa 30′..
Ogni tanto mescolare un po’…

Intanto prepariamo il dolce: in una capace scodella mescolare la miscela per torte al cacao amaro…


Ecco qui sotto la foto della confezione del budino al cioccolato San Martino che ho usato: ne occorre una sola bustina..

Con una frustina mescolare accuratamente i due ingredienti…

Aggiungere ora la panna acida…

L’olio di semi…


L’acqua calda…

Le uova ..una alla volta…

Ed infine le gocce di cioccolato….

Versate la massa in uno stampo ben imburrato ed infarinato oppure usarne uno in silicone…
 La foto qui sotto è sfocata ma la allego ugualmente per dare l’idea dello stampo in silicone da me usato…

Infornare in forno preriscaldato, ventilato alla temperatura  di 170° per circa 45′..
Ricordarsi di saggiare la cottura del dolce con uno stuzzicadenti: se il dolce è cotto a puntino deve uscirne asciutto…

Far raffreddare completamente il dolce nello stampo, quindi sformarlo sul piatto di portata ricoperto da carta da forno disposta come appare in foto…
Sarà utile per “accogliere” le eventuali sbavature della glassa che colerà quando decoreremo il suddetto cake..
Come si è visto dalle foto di inizio posto io ho versato con cautela la glassa seguendo  le costolature create dallo stampo ma, volendo, lo si può decorare ( nel caso sia stato usato uno stampo normale senza decorazione) creare una ragnatela si fili di glassa.. 

Le indicazioni riportate sulla confezione della glassa suggeriscono di porla a scaldare per pochi minuti in acqua calda…
Tagliare quindi un angolo della bustina e decorare a piacere a seconda dell’estro del momento….

Quando la glassa si è solidificata con un coltellino incidere l’eccedenza che è colata sui fogli di carta da forno posti sotto il dolce  che vanno quindi sfilati con cautela…

Il dolce si può gustare così com’è oppure con un poco di panna montata.. mio figlio mi ha sorpresa quando ha coperto completamente la sua porzione con panna montata spray…e non credo che gli sia scappata la mano
Manco a dirlo è finito subito..
Una bella porzione è stata portata via dagli ospiti della cena alla fine della quale è stato servito e il resto l’ho regalo alla mia consuocera che l’ha fatto assaggiare ad una sua amica che le aveva regalato  dei pomodori….a suo dire non aveva mai assaggiato un dolce più buono…
La ricetta è tratta da un sito americano di cui al momento mi sfugge il nome ..
Buon rientro dalle vacanze a tutti !!!

La Challah

I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere…
Arthur Bloch (1948)

Ma quanto ho camminato…
Ma quante cose belle ho visto…
Ma quanto freddo ha fatto a New York…
E quanto sono stati deliziosi gli amici che mi hanno ospitata!!!!
Questo post è dedicato a loro e in particolare ho preparato questo pane come omaggio a Miriam la moglie del mio amico Angelo….
In questo post non vedrete, care amiche, immagini della fantastica città che ho visitato..parzialmente…. perché per vistarla non bastano 10 giorni e neanche il triplo..
Nei prossimi post allegherò alcune delle foto più significative scattate al volo …
E qui sotto potete ammirare ( cuore di nonna) i coniglietti che ho portato ai miei nipotini anche se la loro casa è piena di peluche..
Miss Liberty e il compagno con un omaggio pasquale….

Questo pane l’ho gustato a casa della mamma di Miriam durante una cena preparata  secondo la tradizione kosher …

Ovviamente era molto più bello di quello che potete vedere nelle foto allegate infatti l’intreccio era perfetto ma alla fine ho perso la pazienza e l’ho intrecciato molto semplicemente anche se su internet era possibile visionare  degli intrecci più elaborati…
Ma il risultato è stato apprezzato ugualmente dai miei cari…basta vedere la sezione tagliata in fetta e furia perché il profumo era talmente invitante che mia figlia ne ha voluto assaggiare subito una fetta….
Era ancora caldo !!!


A posteriori ho capito che potevo preparare la Challah con il mixer ma ormai ero lanciata con le mani in pasta e con il procedimento manuale e così ho proseguito…

Ma la prossima volta..forse anche per Pasqua posso replicare …

Tempo di preparazione: circa 30′ più almeno 4 ore per la doppia lievitazione.
Costo: basso
Difficoltà:**

 INGREDIENTI  per due pani da circa 500 gr l’uno

500 gr di farina 00
14 gr di lievito secco 
180/200 gr di acqua tiepida
2 uova grandi
1 cucchiaino da caffè di sale fine
120 gr di olio di semi
60/70 gr di zucchero

Scogliere il lievito nell’acqua tiepida …

Aggiungere 100 gr, di farina tolti dal totale…
Ho usato un contenitore piccolo, come appare nella foto, ma consiglio, poiché il lievitino crescerà parecchio, di usare una scodella grande …

Mescolare con cura e far lievitare per circa 30′..

In una ciotolina sbattere le uova con il sale e lo zucchero…

Unire l’olio di semi….

Versare il tutto nella scodella contenente il lievitino  e, poca per volta, la farina….

Come ho consiglia prima il tutto si velocizza con l’uso del mixer….
Ungere per bene il panetto e porlo a lievitare per circa 2-3 ore come minimo in forno spento con la sola luce di cortesia accesa  fino al raddoppiamento del suo volume …

Sgonfiare l’impasto a pugno chiuso, lavoralo un poco quindi dividerlo in due parti..

Ognuna deve essere divisa a sua volta in tre pezzi di ugual peso…
Formare dei filoncini e disporli come appare in foto formando la treccia a partire dal centro..
Girare quindi il tutto e completare la treccia dalla parte opposta…

Lo stesso procedimento va seguito per il secondo pane..
Posizionare le due trecce su una teglia grande ( va bene quella in dotazione del forno) ricoperta da un foglio di carta da forno…
Sbattere ora un uovo intero  con un poco di latte, pennellare le due trecce e cospargerle  con semi di sesamo  e  di papavero…

Porre nuovamente la teglia in forno sempre spento ma con la luce di cortesia accesa per 30′/40′…

Passato questo tempo infornare in forno preriscaldato, ventilato a 180° per circa 25′/30′…
E questo è il risultato…


Nei prossimi giorni, tempo permettendo, pubblicherò come ho fatto per  Natale degli stuzzichini da servire come antipasto per il pranzo di Pasqua  ma ottimi in ogni occasione….
Buon inizio di settimana a tutti!!!