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Tagliatelle con ragù di pesce

Ottime tagliatelle con filetti di merluzzo per un primo diverso dal solito.

Preparazione:
rosolare il soffritto in padella con un po’ di burro e olio.
Successivamente unire i pezzetti di pesce spezzettati con le mani.
Sfumare con del vino bianco e unire anche il concentrato di pomodoro con un po’ di brodo.
Insaporire il tutto con pepe, sale e poco zucchero.
Continuare la cottura per un quarto d’ora con il coperchio.
Unire la pasta precedentemente cotta e mantecare il tutto.
Guarnire con prezzemolo.

Mignon di frolla salata con panna cotta al tonno e mostarda di peperone

Mi fate dire, posso essere breve? I really really really love Luca Montersino!!!
Ora ditemi qual’è quello chef che ti passa ricette così meravigliosamente buone, belle, golose, sane ed eleganti?? Ho solo aggiunto una piccola variante per riempire il buchino del savarin.
No ma dico avete visto che roba??? Solo lui può farmi sentire una regina in cucina ! <3 Grazie !!!!!!!

Per le basi di pasta frolla salata (per circa 45 basi)

200 g di farina “00”
125 g di burro
45 g di maltitolo
6 g di latte intero in polvere
25 g di parmigiano grattugiato
45 g di uova intere
30 g di tuorli
25 g di fecola di patate
4 g di sale
noce moscata q.b

Per la panna cotta al tonno

280 g di panna fresca
100 g di burro
160 g di tonno sott’olio
13 g di martini dry
6 g di colla di pesce
sale e pepe q.b

Per la confettura di peperone rosso

300 g di peperoni rossi mondati e privati dei semi
100 g zucchero di canna tipo cassonade 
20 g di amido di riso  
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 bacca di vaniglia  
un pizzico di sale  
1/2 peperoncino fresco
1 cucchiaino aceto balsamico  
succo di 1/2 lime
Per la pasta frolla salata

Lavorate il burro ammorbidito con le fruste elettriche insieme al latte in polvere, il sale, la noce moscata, il maltitolo, e il parmigiano.
Aggiungete poco a poco le uova intere e i tuorli.
Quando questi saranno stati del tutto assorbiti aggiungete una parte di farina.
Fate lavorare brevemente e infine incorporate il resto della farina e la fecola.
La consistenza dovrà essere quella di un impasto sodo e compatto.
A questo punto, trasferite l’impasto su un foglio di carta da forno, appiatti telo e ricopritelo con un altro foglio. 
Lasciate riposare in frigorifero una notte.
Stendete allo spessore di 3 mm quindi ricavate dei dischetti di pasta (bucherellateli con una forchetta) di diametro leggermente superiore a quello che sarà il diametro delle panne cotte.
Fate cuocere in forno (preriscaldato a 175 g) per circa 8-10 minuti su una teglia leggermente unta di burro (prelevate l’eccesso dalla teglia con della carta assorbente).
Preparate la mostarda di peperoni rossi
Eliminate i semi dai peperoni, tagliateli a pezzetti e frullateli con un mixer riducendo il tutto in poltiglia. 
Versate questo composto in una casseruola in acciaio con doppio fondo, unite il succo di limone, il sale, l’aceto balsamico, il peperoncino tritato al coltello, la cannella e la polpa della bacca di vaniglia e fate cuocere a fiamma dolce.
Portate ad ebollizione e lasciate sobbollire per dieci minuti, mescolando di tanto in tanto.
Incorporate lo zucchero di canna e l’amido e continuate sempre mescolando per evitare che si attacchi al fondo.
Proseguite la cottura per altri 15-20 minuti circa.
Preparate la panna cotta facendo sciogliere in un tegame tutti gli ingredienti ad eccezione della colla di pesce, sale e pepe.
Portate alla temperatura di 85°C quindi frullate il tutto con un minipimer e passate al setaccio. 
Incorporate la colla di pesce precedentemente ammorbidita in acqua fredda,  il sale e il pepe.
Colate negli stampini da savarin e lasciate in freezer almeno 2 ore.
Assemblate il mignon disponendo sulle basi di frolla salata una mini panna cotta al tonno e colate nel foro la confettura di peperone rosso.

Dolcetti morbidi ai datteri

L’amore quando la vita ci incalza…
E’ solo un’onda più alta tra le altre..
Pablo Neruda (1904-1973)

Avevo solo 19 anni quando la mia avventura con l’archeologia ebbe inizio…
Fui infatti assunta come perito fotografo presso l’Istituto di Archeologia diretto da un brillante e geniale   archeologo che diede una botta di vita ad un istituto vecchiotto e con poche prospettive per quanto riguardava le missioni all’estero…
Ero giovane e quasi del tutto digiuna di quello che averei invece dovuto sapere circa l’applicazione di quanto ( poco) mi avevano insegnato a scuola…
Posso con orgoglio affermare che tutto quello che ho imparato circa la fotografia applicata all’archeologia lo devo a lui…
A quei tempo l’archeologia era una cosa romantica e  frequentare i corsi di archeologia orientale , partecipare alle campagne di scavo e poter   maneggiare reperti antichi di almeno 2 millenni e più  era emozionante..
L’istituto era popolato da studenti della Torino bene i quali si resero conto, dopo aver conseguito la laure di lì a qualche anno, che le prospettive di lavoro erano davvero poche…
Per quello che mi riguarda dopo circa 2 anni durante i quali fui semplicemente un topo di laboratorio incominciarono le “Mie Missioni” ne parlo qui, qui , qui , qui, qui e qui…
Quindi posso affermare che l’archeologia è stata determinante nella mia vita… 
Ho conosciuto nel corso di una delle ultimi missioni  mio marito che era un restauratore di reperti archeologici e con lui ho collaborato anche quando  sono andata in pensione….
Ho continuato a lavorare, questa volta solo all’estero anche quando sono stata più agée, in Libano, in Giordania, in Turkmenistan, senza contare le ultime due missioni di studio in Michigan…
Sarei pronta a partire anche domani anche se ora ho 72…il lavoro, anche se estenuante, anche se c’è da fotografare ore e ore di fila , non mi ha mai spaventato e tanto meno ora…
Ho sempre maneggiato e con cautela reperti  di qualunque tipologia ma soprattutto reperti con millenni di storia impressi nella materia con cui erano stati creati…
Nel 2002 ebbi la fortuna di visitare il museo di Baghdad prima che avvenisse lo scempio durante la guerra del 2003….ma almeno allora ( non è certo una scusante ma cerco di capire cosa e perché avvenne) lo scopo dello smembramento di quanto custodito nelle sale del museo era, nella maggior parte dei casi, a scopo di lucro..
Ma il vedere quanto è accaduto a Mosul solo due giorni fa  mi ha fatto venire le lacrime agli occhi….
Alcuni reperti erano delle copie, lo si poteva vedere  da come apparivano le parti che si frantumavano inesorabilmente a terra…
Ma tutte le altre, e credo che fossero  la maggior parte, erano manufatti originali abbattuti a colpi di martello pneumatico…
Millenni di storia andati in frantumi….
Solo quattro giorni prima venne data alle fiamme la biblioteca pubblica di Mosul nella quale erano conservati non solo libri rari ma anche preziosi manoscritti…
Non mi sento di aggiungere altro!!!

La ricetta è tratta da un bel libro che acquistai anni fa a Milano : Muffin e dolcetti  DIX editore

Tempi di preparazione: circa 40′
Costo: basso
Difficoltà:*

INGREDIENTI  per 6 muffin grandi

260 gr di datteri peso netto
190 gr di farina autolievitante
9 gr di bicarbonato di sodio
150 gr di burro
200 gr di acqua
2 uova
220 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di miele
110 gr di panna

Imburrare e cospargere con la farina  6 stampi grandi della capacità di 250 ml…
Denocciolare i datteri e tagliarli a pezzetti piccoli…

In un  tegame porre sia i datteri  che l’aequa (250 ml) e portare a bollore…
Si otterrà un composto cremoso..
Levare dal fuoco e unire il bicarbonato, mescolando per bene…

Far raffreddare, unire il burro ( 60 gr) e mescolare fino a quando si è sciolto..

Ora mescolare la farina autolievitante ( meglio se setacciata) con lo zucchero di canna (150 gr)…

 Fare una fontana, aggiungere la purea di datteri ..

E le uova appena sbattute…
Lavorare la massa fin quando si ottiene un composto omogeneo…

Suddividerlo tra i sei pirottini imburrati ed infarinati…

Infornare in forno preriscaldato, ventilato a 180° per circa 20′…

Ora prepariamo la crema di copertura…
In un tegame porre il miele ( 50 gr), la panna (110 gr) , il burro  e lo zucchero di canna  rimanenti…

Mescolare fin quando lo zucchero si è sciolto… ci vorranno circa 5′..

Portare ad ebollizione e cuocere per circa 2′..

Forare i muffin sulla loro sommità con uno stuzzicadenti e versare a più riprese la cremina anche ben calda…

I dolcetti sono morbidi  e si possono mangiare si a grandi bocconi o più “elegantemente” con una forchettina!!
La cosa essenziale per me che la ricetta sia piaciuta!!